Archivio annuale 2019

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Soluzioni software per i corrispettivi telematici

Avrebbe molti vantaggi per le aziende una soluzione solo software per la memorizzazione e invio dei dati degli scontrini elettronici. Laddove invece finora sono previsti solo registratori telematici fisici. L’ipotesi allo studio di Governo e aziende del settore

Una recente interrogazione parlamentare in Commissione Finanze ha posto il problema se possano esistere soluzioni software, alternative all’acquisizione di sistemi RT (registratori telematici), per la memorizzazione e l’invio dei corrispettivi giornalieri telematici (scontrini elettronici) all’Agenzia delle Entrate, in ottemperanza alla normativa e in vista delle prossime scadenze.

Al momento sappiamo invece che sono previsti di norma solo registratori telematici standard, fisici.

Il Governo, nella persona del sottosegretario Pier Paolo Baretta, ha confermato che l’Agenzia delle Entrate ha già attivato tavoli con gli operatori del settore per individuare soluzioni software che “consentano, da un lato, di offrire più possibilità agli esercenti” e dall’altro di “garantire l’Amministrazione relativamente alla memorizzazione, sicurezza e inalterabilità dei dati con gli stessi livelli di garanzia offerti dai registratori telematici”.

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Prestazioni sanitarie

Esteso all’anno 2020 il divieto di emettere fatture elettroniche tramite Sdi per le prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche. Il divieto opera anche per i soggetti non tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria

https://www.spi.veneto.it/wp-content/uploads/2019/02/incontro-sanita.png
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Dati XML sotto controllo GdF

I dati contenuti nei file xml delle fatture elettroniche, compresi quelli relativi a natura, qualità e quantità dei beni e servizi, potranno essere utilizzati sia per attività di analisi del rischio e di controllo sia per funzioni di polizia economica e finanziaria nei settori della spesa pubblica, mercato dei capitali e tutela della proprietà intellettuale. I dati saranno memorizzati fino al 31 dicembre dell’ottavo anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione .

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Scontrini entro 2 settembre la sanatoria per i dati di luglio

Dal 1° gennaio 2020, gli adempimenti (registratore telematico, documento commerciale, memorizzazione giornaliera e invio dei corrispettivi entro 12 giorni) dovranno essere effettuati dai soggetti, che effettueranno «le operazioni di cui all’articolo 22» del Dpr 633/1972, anche se con volume d’affari del 2018 inferiore a 400mila euro (articolo 2, commi 1 e 6-ter, del decreto legislativo 5 agosto 2015, n. 127, e decreti 7 dicembre 2016 e 10 maggio 2019)

Tratto da sole 24 ore del 20 agosto 2019

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servizio di consultazione online dal 1° luglio

È on-line il servizio di consultazione delle fatture elettroniche. Come ricordato dall’Agenzia delle Entrate nel comunicato stampa del 1° luglio 2019, dalla stessa data e fino al 31 ottobre 2019 i soggetti passivi IVA e i privati consumatori (questi ultimi soltanto per le fatture ricevute) possono aderire, attraverso il portale Fatture e corrispettivi, alla funzione che consente la consultazione e l’acquisizione delle proprie fatture elettroniche emesse a decorrere dal 1° gennaio 2019.
A decorrere dal 31 ottobre 2019, in caso di mancata adesione al servizio, le fatture emesse in formato elettronico non sanno più consultabili ed entro il 30 dicembre 2019 i file xml saranno cancellati, in linea con le indicazioni fornite dal Garante della privacy.

Come aderire al servizio di consultazione 

Recepite le osservazioni del Garante per la protezione dei dati personali, relative al trattamento dei dati personali alla luce della normativa e delle disposizioni del regolamento n. 2016/679, l’Agenzia delle Entrate ha individuato alcune misure di sicurezza in ossequio alle quali l’accesso al servizio di consultazione delle fatture elettroniche è ammesso solo a condizione che il contribuente ne faccia espressa richiesta.
In altri termini, per poter accedere al servizio, i contribuenti sono tenuti a sottoscrivere un accordo con l’Agenzia delle Entrate, come segue:

  • privati consumatori direttamente mediante un’apposita funzionalità resa disponibile nell’area riservata del sito web dell’Agenzia delle Entrate, già in uso per la dichiarazione precompilata, senza però possibilità di delegare un intermediario;
  • gli operatori passivi IVA o gli intermediari appositamente delegati tramite la funzionalità disponibile all’interno del portale Fatture e corrispettivi. Gli intermediari delegati hanno a disposizione anche un servizio di adesione “massiva” nel caso in cui debbano operare per diversi clienti.

Quando aderire al servizio

I contribuenti possono aderire al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche nell’intervallo temporale compreso tra il 1° luglio e il 31 ottobre 2019.
L’adesione consente la consultazione delle fatture con tempistiche differenti a seconda del soggetto:

  • i soggetti passivi IVA e gli intermediari delegati accedono alla visualizzazione delle fatture emesse e di quelle ricevute già a decorrere dal giorno successivo all’adesione; 
  • i consumatori privati possono consultare le fatture elettroniche ricevute dal 1° novembre 2019.

I contribuenti possono scegliere di aderire al servizio anche in un secondo momento, ossia in data successiva a quella del 31 ottobre 2019. In tal caso, sono consultabili soltanto le fatture emesse e ricevute a decorrere dal giorno successivo a quello dell’adesione. 

Se aderisce una sola delle parti

Cosa succede nel caso in cui una delle due parti (cedente/prestatore o cessionario/committente) tra le quali intercorre il rapporto economico abbia aderito al servizio? 
In tal caso, l’Agenzia delle Entrate provvede a memorizzare i dati dei file delle fatture elettroniche nella loro interezza e li rende disponibili per la consultazione e il download esclusivamente al soggetto che ha effettuato l’adesione e, in caso di adesione da parte di un operatore IVA, ad un intermediario appositamente delegato. 
La mancata adesione al servizio di consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici comporta la cancellazione dei file delle fatture elettroniche memorizzati nel periodo transitorio entro 60 giorni dal termine del periodo per effettuare l’adesione.

Recesso dal servizio di consultazione

Il contribuente può sempre decidere di recedere dal servizio di consultazione e di acquisizione delle fatture emesse e ricevute.
Il recesso deve essere effettuato mediante apposita funzionalità messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate sul proprio sito internet oppure mediane gli intermediari abilitati.
L’efficacia del recesso è immediata e determina l’interruzione del servizio di consultazione delle fatture elettroniche dal giorno successivo a quello in cui è disponibile l’attestazione di avvenuto recesso dal servizio.
Inoltre, a seguito del recesso non sono più consultabili neanche le fatture emesse e ricevute nel periodo di adesione al servizio di consultazione.
Resta, tuttavia, ferma la possibilità di effettuare il download (anche massivo) di tutti i file delle fatture emesse e ricevute nel periodo di vigenza dell’accordo. Neanche in caso di un successivo rinnovo dell’accordo con l’Agenzia delle Entrate le citate fatture (ossia quelle emesse e ricevute nel periodo di vigenza del precedente accordo di adesione al servizio di consultazione) sono consultabili.

Trattamento dei dati

Le fatture elettroniche trasmesse attraverso il Sistema di Interscambio vengono archiviate dall’Agenzia delle Entrate per permettere la consultazione e l’acquisizione dei file delle fatture e per la loro conservazione. 
L’Agenzia delle Entrate – in qualità di responsabile del trattamento dei dati personali in nome e per conto del titolare/operatore IVA – deve memorizzare e archiviare i dati dei file delle fatture in una banca dati dedicata, al fine di consentirne la ricerca, la consultazione e il download ai soggetti interessati.

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Invio corrispettivi: procedura web al via!


Finalmente, consapevoli di un forte ritardo da parte delle aziende coinvolte, l’agenzia delle entrate, con CIRCOLARE 15 del 29 Giugno 2019, ha confermato l’annullamento delle sanzioni fino al 1 gennaio 2020 e soprattutto ha definito una procedura web che darà la possibilità a chi non ha una cassa telematica e a chi non vuole comprarne una nuova, di inviare i corrispettivi elettronici.
✔️Noi della Omniasoft Group stiamo lavorando sulla creazione di un modulo, su fatturare.cloud, sviluppato ad-hoc.
👉Chiedeteci informazione!

https://www.agenziaentrate.gov.it/wps/file/nsilib/nsi/normativa+e+prassi/circolari/archivio+circolari/circolari+2019/giugno+2019/circolare+n+15+del+29+giugno+2019/CIRCOLARE+15+DEL+29+GIUGNO+2019.pdf

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Corrispettivi Elettronici

Scontrino elettronico senza sanzioni per i primi sei mesi. Novità nel DL Crescita

Non si applicano sanzioni in caso di ritardo nella trasmissione dei corrispettivi telematici nei primi sei mesi di avvio dell’obbligo dello scontrino elettronico.

La moratoria sulle sanzioni relative allo scontrino elettronico si applicherà dunque:

  • dal 1° luglio al 31 dicembre 2019 per i soggetti con volume d’affari superiore a 400.000 euro;
  • dal 1° gennaio al 30 giugno 2020 per gli altri soggetti.

La novità è contenuta in una delle modifiche approvate alla Camera e rientrate nel testo definitivo di conversione del Decreto Crescita, che attende ora il via libera del Senato entro il 29 giugno 2019.

Non si applicheranno sanzioni qualora la trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri sia effettuata entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione, fermi restando i termini di liquidazione dell’IVA.

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Update 12_06_19

Nella mattinata del 12 Giugno 2019 il software viene messo in manutenzione per circa un’ora per caricare importanti aggiornamenti.

Durante la manutenzione sarà impossibile utilizzare il software.

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Fattura elettronica, termini più lunghi per l’emissione

16/05/2019 – I termini per l’emissione della fattura elettronica passeranno da 10 a 15 giorni. Lo prevede il disegno di legge per la semplificazione fiscale, approvato ieri dalla Camera.

Il ddl prevede che l’Agenzia delle Entrate potrà verificare con procedure automatizzate il corretto assolvimento dell’imposta di bollo virtuale già in fase di ricezione.

Semplificato anche il sistema di comunicazioni periodiche sulle liquidazioni Iva. La comunicazione del quarto trimestre sarà assorbita in quella complessiva di fine anno. I crediti Iva potranno inoltre essere ceduti anche trimestralmente.

Fattura elettronica, regole e tempistiche

La Legge di Bilancio 2018 (L. 205/2017) ha introdotto l’obbligo di emissione e ricezione delle fatture elettroniche riferite alle operazioni di cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati in Italia, nonché l’obbligo di trasmissione telematica dei dati relativi alle operazioni di cessione di beni e di prestazione di servizi effettuate e ricevute verso e da soggetti non stabiliti nel territorio dello Stato.

L’obbligo è entrato in vigore dal 1° luglio 2018 per le operazioni relative ai subappalti e il 1° gennaio 2019 per tutte le operazioni B2B, cioè Business to Business, dirette ad altri operatori Iva, sia alle operazioni B2C, cioè Business to Consumer, dirette ai consumatori finali.

La fattura elettronica non è obbligatoria per i professionisti rientranti nel regime dei minimi o nel regime forfettario

La fattura deve essere emessa al momento dell’effettuazione dell’operazione, ovvero entro le ore 24 del giorno dalla cessione del bene o dalla prestazione del servizio.

Il Decreto Fiscale (Legge 136/2018) ha previsto un periodo transitorio fino al 30 giugno 2019. Non saranno applicate sanzioni se l’emissione della fattura avverrà entro i termini (mensili o trimestrali) di liquidazione dell’Iva relativa all’operazione effettuata. Se non si rispetterà questo termine sarà invece applicata una sanzione che potrà essere ridotta al 20% quando l’emissione della fattura avvenga entro la liquidazione del mese o trimestre successivo.

Dal 1° luglio 2019 gli operatori potranno emettere la fattura entro dieci giorni, a condizione che nella fattura stessa si indichi che ci si è avvalsi della possibilità di differimento e la data in cui è stata effettuata la cessione di beni o la prestazione di servizi ovvero la data in cui è stato corrisposto in tutto o in parte il corrispettivo. La fattura elettronica si considererà emessa se risulterà trasmessa attraverso il Sistema di Interscambio entro dieci giorni dalla data dell’effettuazione dell’operazione.

Il ddl approvato alla Camera ha esteso questo termine da 10 a 15 giorni. La novità dovrà ora essere confermata dal Senato.

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Update 2.8 del 13/05/19

Nella mattina di Lunedì 13 Maggio verrà effettuato un nuovo aggiornamento del nostro software, il 2.8.

Il software avrà una serie di novità utili per il gestionale,

il software rimarrà in modalità manutenzione per non più di un’ora.