Archivio mensile Gennaio 2019

Diomniasoft

Scontrino e Fatturazione Elettronica: la soluzione



L’Agenzia delle Entrate continua chiarendo che qualora le fatture elettroniche siano precedute dall’emissione di scontrino o ricevuta fiscale (o da un documento commerciale nel caso di trasmissione dei corrispettivi) sarà necessario indicare gli estremi del documento in sede di compilazione.

Nel dettaglio, nel blocco informativo “AltriDatiGestionali” della fattura elettronica, bisognerà compilare quanto segue:

  • nel campo “TipoDato” le parole “NUMERO SCONTRINO” (oppure “NUMERO RICEVUTA” oppure “NUMERO DOC. COMMERCIALE”);
  • nel campo “RiferimentoTesto” l’identificativo alfanumerico dello scontrino (o della ricevuta o del documento commerciale);
  • nel campo “RiferimentoNumero” il numero progressivo dello scontrino (o della ricevuta o del documento commerciale);
  • nel campo “RiferimentoData” la data dello scontrino.

Per i consumatori finali necessaria copia della fattura

L’Agenzia delle Entrate ricorda inoltre che nel caso di fattura elettronica emessa nei confronti di consumatori finali (operazioni B2C) sarà necessario mettere a disposizione del cliente una copia analogica o elettronica della stessa, salvo rinuncia.

Ai fini di eventuali controlli documentali (articolo 36 ter del D.P.R. n. 600) andrà fatto riferimento ai contenuti della copia analogica della fattura elettronica rilasciata al consumatore finale. In caso di discordanza nei contenuti fra fattura elettronica e copia cartacea della stessa, salvo prova contraria, sono validi quelli della fattura digitale.

Un incrocio di norme alle quali bisognerà fare l’abitudine e che a partire dal 1° gennaio 2019 cambieranno le consuetudini non solo di imprese e professionisti ma dell’intera platea di contribuenti.



Diomniasoft

Fatture elettroniche ricevute e soggette a reverse charge: codice da utilizzare

Pubblicato il 31 gennaio 2019

Telefisco 2019, intervento dell’Agenzia delle Entrate sul tema del reverse charge o inversione contabile delle fatture elettroniche ricevute. Ecco cosa fare e quale codice tipo documento utilizzare (TD01 o TD20?).

Durante il convegno Telefisco 2019 l’Agenzia delle Entrate ha fornito diversi chiarimenti in materia di fattura elettronica, assoluta protagonista dell’incontro di oggi, che stiamo seguendo in diretta per fornire gli aggiornamenti più rilevanti ed in tempo reale ai nostri lettori.

Uno dei temi che più interessava gli operatori è quello dell’inversione contabile o reverse charge delle fatture elettroniche ricevute:

  • occorre inviare il documento integrato oppure è sufficiente l’annotazione sui registri IVA?
  • ed in caso di invio al SDI, la fattura elettronica integrata che codice tipo documento (TD) deve avere? TD01 o TD20?

Qui su Informazione Fiscale abbiamo approfondito in più occasioni il tema dell’integrazione delle fatture elettroniche ricevute, impropriamente definita autofattura dall’Agenzia delle Entrate in alcuni interventi recenti.

Reverse charge (inversione contabile) fatture elettroniche ricevute: per l’Agenzia delle Entrate occorre inviarle, per Assosoftware no

Il tema dell’inversione contabile o reverse charge delle fatture elettroniche ricevute sta destando parecchi dubbi fra gli addetti ai lavori.

E purtroppo neanche durante Telefisco 2019 tali dubbi sono stati del tutto chiariti…

L’Agenzia delle Entrate, infatti, lascia intendere che l’integrazione della fattura ricevuta in reverse charge o inversione contabile debba transitare allo SDI come tutte le normali fatture elettroniche.

Tuttavia, tale impostazione non appare suffragata dalla normativa vigente.

Peraltro anche Assosoftware, in alcuni interventi recenti, ha dichiarato di non ritenere assolutamente obbligatorio/necessario far transitare dal Sistema di Interscambio anche l’integrazione delle fatture elettroniche ricevute e soggette a reverse charge o inversione contabile.

Inversione contabile o reverse charge fatture elettroniche ricevute: quale codice utilizzare in caso di trasmissione telematica allo SDI? TD01 o TD20?

Qualora si abbracciasse la tesi dell’Agenzia delle Entrate, occorre prestare molta attenzione al codice fattura da inserire per l’invio del file xml al SDI.

Oggi l’Agenzia delle Entrate – durante la ventottesima edizione di Telefisco 2019 del Sole24Ore – ha chiarito che:

la trasmissione del file xml relativo all’integrazione delle fatture elettroniche ricevute e soggette ad inversione contabile/reverse charge deve avvenire con codice tipo documento TD01, non TD20 che identifica l’autofattura e non l’integrazione dei quelle ricevute

Nei giorni scorsi era stata sostenuta da più parti la tesi per effetto della quale l’invio del file xml dell’integrazione della fattura elettronica dovesse essere TD20, ovvero il codice dell’autofattura. Abbiamo appena visto tuttavia che tale tesi non può essere ritenuta corretta, anche perché non si tratta di autofatture ma di integrazione di fatture ricevute.Leggi l’articolo sul sitoATTIVA AGGIORNAMENTITag: IVA – D.p.r. 633/1972 o Decreto IVA – Professionisti – Agenzia delle Entrate – Fattura

Diomniasoft

Nella giornata del 29.01.19 è stato eseguito un importante aggiornamento della nostra App



  • migliorata sensibilmente la Dashboard
  • visibili i valori delle fatture sia in % che in euro
  • aggiunta dell’area News sempre aggioranta
  • aggiunte tutte le tipologia di fatture (libero profesisonista, caassa, ritenuta, etc.)
  • Migliorati i calcoli con precisione decmale pari a 3 (fondamentale per i ristoranti con menù fissi)
  • aggiunta della colonna “netto a pagare” sia nelle fatture ricevute che emesse
  • perfetta sincornizzazione della fattura a schermo, in pdf e in XML
  • aggiunti maggiori controlli sullo stato dell’invio delle fatture
  • aggiunta la possibilità di impostare la Privacy della proria fattura, in base alle regole aziendali, e incaso aggiungere loghi, immagini o testo al piè di pagina fattura pdf
  • Aggiunta la possibilità di ricevere e scaricare pdf allegati alle fatture elettroniche ricevute
  • Nelle utility attivata la reportistica divisa per categorie prodotti
  • Possibilità di scaricare i files XML delle fatture inviate e ricevute
  • attivato il nostro numero di assistenza mobile: 351 506 0107



Diomniasoft

In regime forfetario si possono emettere sia fatture elettroniche che analogiche

I contribuenti forfettari sono esonerati dall’obbligo di fatturazione elettronica. Lei può ovviamente rinunziare – anche parzialmente – all’esonero, ed emettere fatture sia in formato analogico che in formato elettronico. L’adozione di uno o più sezionali, con numerazioni diverse, è lasciata alla sua discrezionalità.

Nell’ipotesi in cui volesse tenere distinte numerazioni, deve individuare una lettera o un codice che contraddistingua una serie dall’altra. Per esempio A e B, 1 e 2. Considerato che dovrà dotarsi della infrastruttura necessaria, mi permetto comunque di suggerirle di valutare l’opportunità di emettere fatture esclusivamente in formato elettronico. In questo modo potrebbe razionalizzare la tenuta e la conservazione dei suoi documenti.

Diomniasoft

Fattura elettronica anche se già fatto scontrino

per i commercianti al minuto che hanno già emesso lo scontrino, vige l’obbligo di fattura elettronica nel caso in cui il cliente ne faccia richiesta. La disciplina in materia di fattura elettronica non ha creato una categoria sostanziale nuova o diversa dalla fattura “ordinaria”; pertanto, continuano a trovare applicazione le consuete regole generali riferite alla fatturazione. Per l’Agenzia delle Entrate, fatto salvo il caso in cui il soggetto non rientri in uno dei casi di esonero previsti dalla normativa vigente, deve escludersi che – dal 1° gennaio 2019 – la “fattura con scontrino” possa avere forma analogica.

Diomniasoft

Fattura B2C Elettronica senza obbligo PEC

consumatori privi di partita IVA per il momento non possono accedere al servizio di consultazionedelle fatture elettroniche, nemmeno se hanno le credenziali Fisconline: il servizio, per loro, sarà attivo dal secondo semestre 2019. Non solo: non avendo obblighi, non sono tenuti a fornire un recapito PEC a professionisti ed esercenti per la ricezione del documento fiscale.

E’ una precisazione fornita dall’Agenzia delle Entrate nelle nuove FAQ online.

L’obbligo di fatturazione elettronica fra privati, lo ricordiamo, è previsto dal primo gennaio 2019, in base a una norma contenuta nella legge di Bilancio 2018 (comma 909, legge 2015/2017). Riguarda tutte le operazioni B2B (fra partite IVA) e B2C (verso i consumatori finali) ed esclude dall’obbligo di emissione una serie di soggetti, fra cui chi è sprovvisto di partita IVA.