Archivio mensile Gennaio 2020

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ADEMPIMENTIE-fattura, in arrivo l’xml evoluto

Il Sole 24 Ore
ADEMPIMENTIE-fattura, in arrivo l’xml evoluto per agevolare la precompilata IvaIl decreto atteso per fine mese: format obbligatorio da luglioSpacchettati i codici N3 (operazioni non imponibili) e N6 (inversioni contabili)

Evoluzione del tracciato xml della e-fattura con aggiunta di nuove tipologie di documento; incremento degli specifici codici natura con maggiore dettaglio degli stessi; introduzione di nuove tipologie di ritenute: queste le principali novità presentate nel corso dell’incontro del Forum italiano sulla fatturazione elettronica tenutosi ieri, completate dall’aumento sino a otto cifre della lunghezza del numero dei decimali per sconti e maggiorazioni, e dalla non obbligatorietà dell’indicazione dell’importo del bollo, eventualmente dovuto sulle fatture, in quanto di ammontare sempre pari a 2 euro. Nello specifico, la pubblicazione del tracciato evoluto dovrebbe avvenire con provvedimento direttoriale da adottarsi probabilmente entro la fine di gennaio, con possibilità di iniziare a utilizzare facoltativamente i nuovi codici natura e le tipologie di documento dal 1° aprile 2020: in altri termini, il Sistema di interscambio continuerà a considerare validamente formate e trasmesse, con retrocompatibilità garantita dallo stesso SdI, le e-fatture che presentino ancora i codici natura generici N3 ed N6.

Dal 1° luglio 2020 SdI procederà invece allo scarto dei file che non dovessero presentare i codici natura N3 ed N6 in dettaglio. Al riguardo si segnala come nel corso del forum sia stata formulata la richiesta di una proroga di avvio di tale regola con decorrenza dell’obbligatorietà di utilizzo dal periodo di imposta 2021.

Tipo documento

Ai codici sinora utilizzati per l’identificazione della tipologia di documento trasmesso al SdI, se ne aggiungono altri ai fini della corretta contabilizzazione degli stessi e della redazione della dichiarazione precompilata Iva. Si tratta comunque di codici ad utilizzo non obbligatorio: avvalersene permette tuttavia, al di là di una più semplice rendicontazione nei sistemi gestionali, di evitare ad esempio di inviare l’esterometro per le fatture passive estere da integrare. Più nello specifico, i nuovi codici TD13 e TD14 saranno utilizzabili per inviare a SdI i documenti di integrazione delle fatture nelle ipotesi di reverse charge intraUe ed interno. Con il TD15 ed il TD16 si potranno trasmettere le autofatture per autoconsumo e quelle per cessioni gratuite, mentre con i codici TD17 e TD18 si individueranno i documenti con cui si certifica l’estrazione dei beni da un deposito Iva con o senza versamento dell’imposta. Infine con il TD19 si comunicheranno le cessioni di beni ammortizzabili e per passaggi interni ai sensi dell’articolo 20 del Dpr 633 del 1972.

Codice natura

L’utilizzo delle nuove codifiche permetterà di rappresentare del tracciato xml le casistiche di esenzione o non imponibilità, ad oggi non dettagliate, da utilizzare in contabilità per la successiva redazione delle dichiarazioni compresa la precompilata Iva. L’evoluzione ha interessato il codice natura N3, che individua le operazioni non imponibili, ed il codice N6 per le inversioni contabili. Dal 1° luglio 2020, salvo proroghe – e in via sperimentale e volontaria dal 1° aprile 2020 – non potranno più essere inseriti tali codici generici ma occorrerà utilizzare quelli in dettaglio che vanno da N3.1. a N3.6 individuando, ad esempio, puntualmente le operazioni non imponibili derivanti da esportazioni o da cessioni intracomunitarie o verso San Marino. Analogamente il codice N6 dovrà essere dettagliato da N6.1 a N6.8 con sottocodici legati alle tipologie di operazioni soggette a inversione contabile quali le cessioni di rottami, di telefoni cellulari, le operazioni nel settore energetico.

Ritenute

Sono stati infine aggiunte nuove tipologie di ritenuta, con possibile ripetitività del blocco, quale il contributo Enasarco e quello Inps la cui gestione contabile è assimilabile, appunto, a quella delle ritenute, in questo modo superando di fatto i precedenti chiarimenti resi con Faq dalle Entrate.

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La fatturazione elettronica vola oltre quota 2 miliardi

17 GENNAIO 2020 da Il Sole 24 Ore

La fatturazione elettronica vola oltre quota 2 miliardiSogei presenta il nuovo logo e fa il punto su numeri e progetti della Pa digitaleGià oltre 100mila depositi per il processo tributario telematico

ROMA

Il contatore della fatturazione elettronica ha superato i due miliardi di documenti gestiti. L’ultimo aggiornamento su uno strumento che ha debuttato fra le polemiche ma si è presto rilevato un pilastro irrinunciabile per i conti pubblici conta 2.065.834.726 documenti gestiti, avvicinando probabilmente quota 2 miliardi anche dal punto di vista del maggior gettito: le ultime stime parlavano di 1,8 miliardi di entrate aggiuntive dell’Iva, ma risalgono a novembre e non considerano quindi la parte finale dell’anno.

Le cifre sono arrivate nel corso della visita istituzionale del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al quartier generale di Sogei, la piattaforma digitale dell’amministrazione finanziaria che ieri ha presentato la sua nuova brand identity. E offrono più di uno spunto oggi mentre una nuova discussione circonda l’avvio dello scontrino elettronico obbligatorio. Mentre in Italia le polemiche su questo filone di innovazione non si placano, cresce l’attenzione in Europa per l’e-fattura che, ad oggi, è un unicum. Ma potrebbe non esserlo più nei prossimi mesi, dal momento che nel corso dell’ultimo anno una delegazione tedesca guidata dal ministro dell’Economia, Peter Altmaier, è venuta a studiarla e un interesse specifico è stato mostrato da altri Paesi come la Repubblica Ceca e la Bulgaria.

Il matrimonio fra tecnologia e lotta all’evasione resta al centro delle strategie del governo. «Digitalizzazione, spending review, semplificazione e lotta all’evasione sono strettamente collegate fra loro, e Sogei dovrà avere un ruolo centrale nel loro sviluppo» spiega il ministro. «Oggi siamo l’execution del piano di trasformazione digitale della Pubblica amministrazione – sostiene l’ad di Sogei Andrea Quacivi – per migliorare i servizi erogati a cittadini, professionisti e imprese, cioè al sistema Italia».

Anche perché dalla società tecnologica del Tesoro passa ormai l’intera vita digitale degli italiani, non solo nella loro veste di contribuenti. I server ospitati nei 174mila metri quadrati del campus Sogei gestiscono infatti tutti i rapporti telematici fra i cittadini e la pubblica amministrazione. Sono gestiti lì, per esempio, i 21,2 milioni di 730 precompilati inviati direttamente dai contribuenti (3,1 milioni) oppure tramite i centri di assistenza fiscale e gli altri intermediari (18,1 milioni). Della prossima tappa si occuperà l’ultimo arrivato nella dotazione tecnologica del campus: il server che sarà chiamato a gestire la lotteria degli scontrini, la cui infrastruttura telematica è stata ultimata a dicembre prima che il decreto fiscale intervenisse a prorogarne l’avvio al 1° luglio. «Dalla lotteria – sottolinea Gualtieri – potrà arrivare un contributo non banale nella lotta all’evasione». Ma i contribuenti entrano in Sogei anche quando litigano con il Fisco. Lo fanno grazie al processo tributario telematico, che è appena partito ma fa già registrare più di 100mila depositi.

Tutte queste informazioni rappresentano strumenti di lavoro per la Guardia di Finanza guidata dal comandante generale Giuseppe Zafarana (anche lui ieri in Sogei), chiamata anche dalla manovra e dal decreto fiscale a un’azione straordinaria per il contrasto alle frodi. Manovra e decreto, del resto, reclutano di nuovo anche Sogei, con 46 interventi che chiedono alla società questo o quell’intervento.

Ma non sono solo i contribuenti a occupare l’agenda di Sogei. La spending review citata dal ministro si sostanzia per esempio nel monitoraggio della spesa sanitaria, che fin qui ha portato nei computer di Sogei 778 milioni di ricette elettroniche. Oppure nella gestione del personale, che poggia su 24,2 milioni di certificati di malattia gestiti ogni anno o sui 2 milioni di cedolini del pubblico impiego. Nei computer del campus entra poi la passione degli italiani per il gioco: sono 65.155 gli operatori registrati, 350mila gli eventi sportivi (ippici e non solo) gestiti per un totale di transazioni che supera i 10 miliardi all’anno. Ma la caccia alla fortuna si rivolge anche al gioco online, con 7,3 milioni di conti aperti dagli italiani.

Per i prossimi anni la scommesse si chiama «cloud di Stato», per riunire tutti i dati sensibili e strategici del cittadino. In gioco ci sono anche i 9,2 miliardi in sette anni del programma dell’Europa digitale: e per ottenerli, ed evitare che prendano altre direzioni, servono progetti competitivi.

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Regime forfettario, ecco le novità della Manovra 2020

: 10mila partite Iva a rischio chiusura

Sarà più difficile godere della tassazione agevolata al 15%. Il tetto infatti resta quello dei 65mila euro ma con forti limitazioni. Molti saranno costretti a gettare la spugna o passare al regime ordinario

Bilancio 2020, sarà più difficile godere della tassazione agevolata al 15%. Il tetto infatti resta lo stesso ma con importanti limitazioni. Si stabilisce infatti che la base per applicare il regime forfettario resta quella dei ricavi o compensi fino a 65mila euro, diventa tuttavia indispensabile che non si siano sostenute spese sopra i 20mila euro lordi per lavoro accessorio, lavoratori dipendenti, collaboratori. Un cambiamento rispetto alla misura del 2019 che non conteneva limiti a tali spese.

Un altro paletto riguarda la possibilità di cumulare il regime forfettario con il lavoro dipendente. Il forfettario, infatti, è ora escluso per chi ha percepito redditi da lavoro dipendente nell’anno precedente al di sopra di 30mila euro annui.

Per chiarire meglio quindi, nel 2019 tale regime si applicava al di sotto dei 65mila euro. Adesso si applica ai ricavi entro i 65mila euro, ma le spese per collaboratori devono essere sotto i 20mila euro e il reddito da lavoro deve stare entro i 30 mila.

Forfettari con fatturazione elettronica

Una novità riguarda inoltre i “forfettari” che applicano la fatturazione elettronica. In questo caso il termine di decadenza per gli avvisi i di accertamento è ridotto di un anno. Si passa dunque da cinque a quattro anni.

Credito d’imposta

E ancora. In base alle norme di Industria 4.0, il super e l’iper-ammortamento applicati negli anni scorsi in relazione a macchinari, hardware e software acquistati, vengono sostituiti da un credito d’imposta utilizzabile dalle Partite IVA, indipendentemente dal regime fiscale che si adotta. Significa, in pratica, che anche i forfettari possono applicare il nuova credito d’imposta.

Rischio chiusura

La nuova disciplina rischia in ogni caso di avere conseguenze pesanti. Si teme a questo proposito che le nuove previsioni della Legge di Bilancio 2020 possano comportare la chiusura di molte partite Iva. E a rischiare di gettare la spugna sarebbero in circa 10mila, in base a quanto scrive il sito NotizieOra.it. Ovviamente l’alternativa rimane quella di passare al regime ordinario. Si parla di persone che nel 2019 hanno avviato un’attività in regime forfettario con Partita Iva.