La fatturazione elettronica vola oltre quota 2 miliardi

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La fatturazione elettronica vola oltre quota 2 miliardi

17 GENNAIO 2020 da Il Sole 24 Ore

La fatturazione elettronica vola oltre quota 2 miliardiSogei presenta il nuovo logo e fa il punto su numeri e progetti della Pa digitaleGià oltre 100mila depositi per il processo tributario telematico

ROMA

Il contatore della fatturazione elettronica ha superato i due miliardi di documenti gestiti. L’ultimo aggiornamento su uno strumento che ha debuttato fra le polemiche ma si è presto rilevato un pilastro irrinunciabile per i conti pubblici conta 2.065.834.726 documenti gestiti, avvicinando probabilmente quota 2 miliardi anche dal punto di vista del maggior gettito: le ultime stime parlavano di 1,8 miliardi di entrate aggiuntive dell’Iva, ma risalgono a novembre e non considerano quindi la parte finale dell’anno.

Le cifre sono arrivate nel corso della visita istituzionale del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri al quartier generale di Sogei, la piattaforma digitale dell’amministrazione finanziaria che ieri ha presentato la sua nuova brand identity. E offrono più di uno spunto oggi mentre una nuova discussione circonda l’avvio dello scontrino elettronico obbligatorio. Mentre in Italia le polemiche su questo filone di innovazione non si placano, cresce l’attenzione in Europa per l’e-fattura che, ad oggi, è un unicum. Ma potrebbe non esserlo più nei prossimi mesi, dal momento che nel corso dell’ultimo anno una delegazione tedesca guidata dal ministro dell’Economia, Peter Altmaier, è venuta a studiarla e un interesse specifico è stato mostrato da altri Paesi come la Repubblica Ceca e la Bulgaria.

Il matrimonio fra tecnologia e lotta all’evasione resta al centro delle strategie del governo. «Digitalizzazione, spending review, semplificazione e lotta all’evasione sono strettamente collegate fra loro, e Sogei dovrà avere un ruolo centrale nel loro sviluppo» spiega il ministro. «Oggi siamo l’execution del piano di trasformazione digitale della Pubblica amministrazione – sostiene l’ad di Sogei Andrea Quacivi – per migliorare i servizi erogati a cittadini, professionisti e imprese, cioè al sistema Italia».

Anche perché dalla società tecnologica del Tesoro passa ormai l’intera vita digitale degli italiani, non solo nella loro veste di contribuenti. I server ospitati nei 174mila metri quadrati del campus Sogei gestiscono infatti tutti i rapporti telematici fra i cittadini e la pubblica amministrazione. Sono gestiti lì, per esempio, i 21,2 milioni di 730 precompilati inviati direttamente dai contribuenti (3,1 milioni) oppure tramite i centri di assistenza fiscale e gli altri intermediari (18,1 milioni). Della prossima tappa si occuperà l’ultimo arrivato nella dotazione tecnologica del campus: il server che sarà chiamato a gestire la lotteria degli scontrini, la cui infrastruttura telematica è stata ultimata a dicembre prima che il decreto fiscale intervenisse a prorogarne l’avvio al 1° luglio. «Dalla lotteria – sottolinea Gualtieri – potrà arrivare un contributo non banale nella lotta all’evasione». Ma i contribuenti entrano in Sogei anche quando litigano con il Fisco. Lo fanno grazie al processo tributario telematico, che è appena partito ma fa già registrare più di 100mila depositi.

Tutte queste informazioni rappresentano strumenti di lavoro per la Guardia di Finanza guidata dal comandante generale Giuseppe Zafarana (anche lui ieri in Sogei), chiamata anche dalla manovra e dal decreto fiscale a un’azione straordinaria per il contrasto alle frodi. Manovra e decreto, del resto, reclutano di nuovo anche Sogei, con 46 interventi che chiedono alla società questo o quell’intervento.

Ma non sono solo i contribuenti a occupare l’agenda di Sogei. La spending review citata dal ministro si sostanzia per esempio nel monitoraggio della spesa sanitaria, che fin qui ha portato nei computer di Sogei 778 milioni di ricette elettroniche. Oppure nella gestione del personale, che poggia su 24,2 milioni di certificati di malattia gestiti ogni anno o sui 2 milioni di cedolini del pubblico impiego. Nei computer del campus entra poi la passione degli italiani per il gioco: sono 65.155 gli operatori registrati, 350mila gli eventi sportivi (ippici e non solo) gestiti per un totale di transazioni che supera i 10 miliardi all’anno. Ma la caccia alla fortuna si rivolge anche al gioco online, con 7,3 milioni di conti aperti dagli italiani.

Per i prossimi anni la scommesse si chiama «cloud di Stato», per riunire tutti i dati sensibili e strategici del cittadino. In gioco ci sono anche i 9,2 miliardi in sette anni del programma dell’Europa digitale: e per ottenerli, ed evitare che prendano altre direzioni, servono progetti competitivi.

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